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Easy Horse
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Easy Horse: come sai significa cavallo facile. E' venuto quasi spontaneo chiamare così questa idea, forse un metodo, sicuramente un progetto di pensiero diverso. Perchè il cavallo è facile: da capire, da gestire, da domare e da vivere giorno per giorno. Come....?! Ti hanno sempre detto il contrario? Lo so! Per usare una di quelle formule che vanno di moda dico: tutti insegnano ad andare sul cavallo, nessuno insegna ad andare con il cavallo. Intendendo che nessuno si preoccupa di spiegare (nemmeno per sommi capi) l'essere vivente che chiamiamo cavallo. Sono tutti presi dal farti abbassare i talloni, chiudere i gomiti e raddrizzare la schiena. La cultura equestre dominante, che definisco "cultura del manico", non ti consente di porre domande, imponendoti solo delle risposte. Se il cavallo è svogliato la colpa è tua che non dai bene le gambe: non hai abbastanza "manico". Se il cavallo lanciato al galoppo non si ferma è perchè tu non sai "segare": non hai abbastanza "manico". Per qualunque difficoltà tu possa trovare a cavallo c'è una risposta che viene dalla tradizione e che, se non riesci a mettere in pratica, denota la tua mancanza di "manico". E nel tentativo di avere quel "manico", che tu sia uomo o donna, giovane o meno, metti tutto il tuo impegno, tutta la tua forza, tutta la tua ipocrisia e a volte, la tua rabbia. Dimenticandoti del cavallo!!!!
La tua ignoranza (intesa come mancata conoscenza) nei confronti del cavallo è sconfinata, raggiunge vertici da brivido. Oh, non sentirti offeso, sei in ottima compagnia: conosco fior d'istruttori che non sanno perchè è "obbligatorio" salire da sinistra o che non hanno mai visto una tavola anatomica del cavallo. Ma perchè, per andare a cavallo serve sapere com'è fatto? Certo! Cerco di essere più chiaro: qual'è il denominatore comune di chi va a cavallo, sia esso uno svaccato (monta western) o un appollaiato (monta inglese)? Confrontarsi quotidianamente con la propria cavalcatura e con i suoi comportamenti (a volte bizzarri). Ad esempio una sgroppata. Ci si può difendere? Certo; semplice; in due modi: 1) possedendo tecnica ed equilibrio (ovvero: avere manico) 2) anticipandolo, sentendo che si prepara a sgroppare. E' ovvio che nel secondo caso bisogna sapere com'è fatto. Differenze sostanziali fra le due tecniche? Dal punto di vista visivo, la prima fa sfoggio del manico e gli astanti lo faranno diventare un aneddoto; la seconda non diventerà leggenda perchè non si vede niente. Con la prima c'è la possibilità di farsi male (comunque), con la seconda tale possibilità è remota. Uno dei capisaldi del mio modo di lavorare: Evitare di farsi male. In moltissime occasioni avresti potuto evitare di farti male semplicemente conoscendo meglio il tuo "ronzino". Non parlo della conoscenza dovuta alla reciproca frequentazione nel tempo, ma della conoscenza del cavallo in quanto tale. Ti è stato sempre detto che ogni cavallo fa testo a se. E' vero fino ad un certo punto: infatti se paragoniamo soggetti diversi le loro similitudini superano di gran lunga le differenze (che per altro sono morfologiche o di carattere). Sono uguali sul piano anatomico, biomeccanico, biochimico, sottostanno alla stessa fisica, parlano la stessa lingua, appartengono alla stessa cultura, assumono informazioni alla stesso modo e allo stesso modo le elaborano (mentre è diverso come reagiscono a questa elaborazione). Con queste conoscenze non ti saresti fatto male. Con queste conoscenze avresti dei netti in più, abbasseresti i tempi delle gimkane, faresti passeggiate più tranquille, non ti dovresti presentare nel box con la carota altrimenti non si fa incapezzare, smetteresti di fare surf attaccato alla lunghina e finalmente lo faresti salire sul van senza bestemmiare i santi di almeno due religioni. E tutto senza bisogno di manico.
Se stai continuando a leggere ma per te è importante dimostrare quanta bravura possiedi, quanta tecnica hai raggiunto, "quanto manico" serva durante la sgroppata o un rifiuto e non capire il perchè della sgroppata o del rifiuto non posso fare niente per te: sforzati di migliorare la tua tecnica, continua a cambiare morsi, ad aggiungere aggeggi alla bardatura (solitamente consigliati da chi ha più tecnica di te), a lamentarti per questo e quello invece di imparare su cosa sei seduto. Il cavallo ha buoni motivi per fare ed altrettanti per non fare: se non li conosci non è colpa sua. E' solo tua. Generalmente però, è lui che paga la tua ignoranza. Sono circondato ed incontro persone che comprano lo stallone perchè "è meglio", venendo poi battuti in gara dalle fattrici e dai castroni (la realtà è che con lo stallone si mostra di avere più "manico"); che comprano il campione di morfologia per snodellarlo nelle gimkane; che si dicono esperti e spendono tutto o più di quel che hanno per il saltatore da 50.000 euro, figlio di tanto campione (ignorando la legge di Mendel) e non lo mettono al paddock perchè potrebbe farsi male, ecc. ecc. Cavalieri ed amazzoni? No! Cavallari e cavallare, imbottiti di tecniche (a volte curiose). Che sanno come fare una spalla in dentro con anca in fuori, galoppando falsi dietro e con incollatura flessa al centro, ma trattenuta sulla destra....(uno sproloquio per dire tecnicamente bravi), ma senza la minima idea di perchè, (mi ripeto),si monti a cavallo da sinistra, a cosa serva il secondo straccale della sella western pur usandolo, figuriamoci se questa gente può sapere cos'è il circolo di Willis e quindi capire come influisce nella pratica. Torno su un concetto espresso prima ed approfondendolo: quando montiamo un cavallo, lui si porta dietro quello che è: un ammasso di organi, ossa, muscoli, pelle ed umori; il modo in cui assume informazioni dall'esterno, come le elabora, come risponde a questi stimoli, si ripercuote direttamente sul suo comportamento e sul suo rendimento. Vedo chiedere le manovre senza sapere cosa comportino sul piano anatomico o biomeccanico, ciononostante pretendendo sempre di più. Un cavallo scosso è in grado di compiere manovre incredibili ma con l'uomo sopra spesso fatica ad eseguire le più semplici e mi chiedo come sia possibile questo cambiamento. Poi guardo sulla sella e capisco.... Anzichè fermarsi a pensare: "cosa sbaglio?", si pensa: "che c...o di cavallo!"
Perchè? Perchè tutti fanno così nella mentalità del manico. Il cavallo non si ferma? Morso più severo. Il cavallo alza la testa? Martingala. E avanti di questo passo. Soluzioni semplici per cavallari semplici che, paradossalmente, hanno portato a tecniche e attrezzature complicatissime e ti viene detto che risolverebbero il tuo problema, ma non le puoi usare perchè non sei abbastanza esperto: "solo un grande uomo di cavalli può....". Ma andate aff....(a quel paese)!
Pochi hanno capito che bisogna adattarsi al cavallo, tutti pretendono che si adatti lui, sia esso più o meno lungo, più o meno basso, più o meno proporzionato e non parliamo di agilità, potenza, elasticità, colpo d'occhio, determinazione, carattere. A parole il cavallo non è una bestia, ma un caro amico; nei fatti deve essere privo di capacità intellettive proprie, pronto quando si apre il gas e rapido nelle frenate. Per mostrare il "manico" ho visto far inginocchiare il cavallo su tutte le superfici, galoppare a tutta sull'asfalto, pretendere degli slide su tutti i terreni, ferire con gli speroni in allenamento sui salti e tutto questo non solo da neofiti ma anche da persone considerate esperte, spesso referenti di qualità. "Lui sì che sa come si deve fare!" (certo: c'ha il manico).
Io vado nella direzione opposta, contrario alla mentalità del cavallaro medio. Non m'interessa avere il manico, non m'importa quanta sia la mia tecnica, non diffamo gli altri appena si girano dopo avergli sorriso di fronte: so come fare che il cavallo faccia bene quello che occorre, che rispetti il cavaliere senza il timore e, più importante di tutto, so cosa occorre al cavaliere per ottenerlo. E' per questo che non domo più i cavalli (cosa semplicissima), ma mi occupo della doma dell'uomo (molto più difficile). Marco |